Terrazza sul mare

Terrazza sul mare

I soggetti veristi in "esterni"

Gli elementi tecnici e letterari-filosofici utilizzati da Faccioli nell’impaginazione degli interni domestici, vengono da lui riproposti negli “esterni”, dove ritroviamo, in modo sempre incisivo, il suo credere la vita attraverso il verismo.

Per Faccioli, la pittura di “esterni” è un modo di seguire con i suoi pennelli le stagioni e quello che la gente fa nei diversi periodi dell’anno: l’inverno in “Scalinata di San Petronio con neve” e la primavera in “Terrazza sul mare”.

In questi dipinti Faccioli, come linguaggio espressivo, usa le trasparenze, a imitazione dell’aria che respira, della libertà conquistata. Infatti Faccioli trasforma l’intimismo psicologico in una liberata stesura della realtà e va oltre l’introspezione. L’”esterno” è un filtro sufficiente che permette di esprimere a pieni polmoni le sensazioni che giungono da tutti i possibili pulviscoli di vita. Come in “La signora con l’ombrellino rosso”, in cui l’immagine è prodotta da una luce totale, oppure in “Lettura in campagna”, dove la gioia dell’aria aperta arriva a trasformare Faccioli in un curioso umorista, facendogli dipingere sul fondo un gigantesco toro, attento all’attività intellettuale della giovane. Oppure in “Ultimi sorrisi d’autunno” in cui la ricerca del “bello” e dell’emozione è affidata a un tranquillo paesaggio fluviale arricchito da spogli alberi di alto fusto, matrimonio perfetto fra arte e natura.

La poetica verista-letteraria nei dipinti all’aperto, Faccioli la sublima ne “Un fiore che langue”. In questa opera l’assenza del tempo viene espressa con tonalità sospese che incalzano nel silenzio. La statica morbidezza della signora seduta sulla poltrona a dondolo, ferma, in attesa, controcanta con il mutismo del cielo; il languore è la somma delle tonalità e delle linee geometriche, senza movimento che incalzano sulle parole di una storia taciuta.

Si è detto “esterno” uguale estroversione. E più che mai è vero quando Faccioli si trova di fronte al mare. In queste occasioni la sensibilità pittorica dell’artista ci regala delle sfaccettature della sua arte ancora sconosciute. In questi dipinti viene espresso il momento più alto della libertà emotiva. Si potrebbe dire che il senso della libertà pittorica per Faccioli è come una forbice che va dalla chiusura degli interni domestici alla apertura dei paesaggi sul mare. In questi, la tensione a lasciarsi andare ai giochi di luce e di colori è grande, tanto che il pennello scivola sulla tela creando spazi carichi di sensibilità ed emozione. Esempi, tra i molti, di questo sentire “Piccoli bagnanti al mare” e “Sulla spiaggia di Porto San Giorgio”. Ma il profondo verismo dell’immagine, l’impressionante senso della realtà e della visione diventano tangibili in “Tramonto sulla spiaggia di Fano”, dove i corpi dei bagnanti si sottendono tra acqua, terra e cielo, come in una visione mistica.

Il senso di libertà della luce e del colore è vivo anche nelle opere di carattere campestre, contadino e popolano. Illuminata dal sole, ridente e gioiosa è la stesura dei tre dipinti “La raccolta dei bachi da seta”, “Al mercato dei bozzoli” .e “Al mercato della seta bolognese”. In questi lavori Faccioli, con pennellate immediate e un’atmosfera ariosa, sintetizza un’attività lavorativa che aveva reso famosa Bologna, dal 1400 in poi, in tutto il mondo occidentale (la tessitura del filo di seta), rendendo omaggio alla coltivazione dei bachi, attività molto diffusa nelle campagne.

Un’opera particolarmente interessante è Le rogazioni”. L’artista coglie l’occasione per soffermarsi su una tradizione a cui il mondo contadino era legatissimo e, pittoricamente lavora sia sui contrasti, per altro da Faccioli poco usati, sia sulle campiture
e sulle colorazioni di gusto quattrocentesco.

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